Le vie dell’acqua a Mediolanum

Le vie dell’acqua a Mediolanum, la mostra a Milano

La mostra ricostruisce lo stretto rapporto tra la vita urbana e l’acqua in epoca romana, collegando archeologia e presente, con un’inedita esposizione che comprende numerosi reperti archeologici provenienti dagli scavi cittadini, esposti al pubblico per la prima volta in questa occasione.

Milano, Civico Museo Archeologico

18 maggio 2023 – 2 giugno 2024


Le vie dell'Acqua
Testa-ritratto di personaggio maschile di età avanzata. Da Milano, seconda metà del III secolo d.C. (©SABAP Milano)

La mostra, realizzata dal Civico Museo Archeologico in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Milano, con il contributo scientifico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – Dipartimento di Storia, Archeologia e Storia dell’Arte, ripercorre lo stretto legame tra Mediolanum e l’acqua, che fin dalle origini ha plasmato la città e ne ha determinato la fortuna. Il tema, sviluppato prevalentemente in riferimento all’epoca romana, è illustrato attraverso numerose testimonianze emerse dagli scavi condotti in città negli ultimi anni, da cui traspare il fondamentale contributo dell’archeologia urbana per la riscoperta e la conservazione della memoria della città. 

All’abbondanza di acqua Milano deve le proprie origini, il proprio sviluppo urbano, il fiorire di tante attività artigianali già attestate fin dai primi secoli, l’esistenza di edifici monumentali realizzati e abbelliti grazie alla possibilità di approvvigionarsi di materiali da costruzione pregiati e di beni di lusso anche da territori lontani.
Pur non necessitando di un acquedotto, traduzione monumentale delle competenze tecnologiche dei Romani nell’amministrazione della risorsa idrica, i Mediolanenses hanno invece dovuto governare l’acqua sotterranea e superficiale con canalizzazioni, consolidamenti e bonifiche, opere che rivelano le straordinarie competenze tecniche raggiunte in età romana nella conoscenza e nella gestione dei terreni.

La mostra illustra i molteplici usi e sistemi di gestione dell’acqua a Milano in età antica, evidenziando come questa risorsa abbia contrassegnato la sua storia e la sua prosperità. L’accorto sfruttamento di questo bene essenziale per la vita umana a fini difensivi, economici, religiosi, politici, di salute pubblica ma anche a scopo ludico rappresenta uno degli insegnamenti maggiormente rilevanti della civiltà romana e una delle eredità più feconde che essa ci ha lasciato. 

L’esposizione, che comprende oltre 300 reperti in gran parte inediti, rappresentati da oggetti d’uso quotidiano e di pregio, quali sculture, gioielli, affreschi, è accompagnata da un ricco apparato grafico e fotografico, che illustra le progressive trasformazioni della città condotte parallelamente a continue opere volte all’amministrazione delle risorse idriche.
Il percorso intende quindi collegare la città antica e la metropoli moderna, evidenziando come l’accorta gestione delle risorse idriche e il loro sfruttamento per le attività produttive e i commerci abbiano accompagnato e determinato lo sviluppo di Milano dalle sue origini (V secolo a.C.) sino ad oggi.

La mostra, arricchita anche dal contributo di MM Spa riguardo la gestione dell’acqua oggi, è accompagnata da un catalogo edito da Nomos edizioni, grazie al finanziamento di UNIC-Lineapelle.


IL PERCORSO ESPOSITIVO

L’esposizione ripercorre lo sviluppo della città seguendo un percorso cronologico che si snoda dalle più antiche attestazioni relative al controllo dell’acqua per arrivare alla tarda età imperiale, quando l’elezione di Milano a capitale dell’impero romano trasforma la città con la costruzione di imponenti edifici pubblici, tra le cui le Terme Erculee, e l’ampliamento delle mura cittadine e del relativo fossato. 

Sezione I – L’acqua e le prime fasi urbanistiche della città

Partendo dalle prime fasi di vita della città di Milano viene illustrato il ruolo dell’acqua nella configurazione del primo abitato e la successiva costruzione del primo circuito murario, difeso da un fossato alimentato da corsi d’acqua appositamente deviati. Il rinvenimento nella zona compresa tra via Santa Croce e via Calatafimi – a breve distanza dalla “cerchia interna” – di un corso d’acqua trasformato dall’intervento umano, oltre a rivestire notevole importanza per la ricostruzione delle vie d’acqua in epoca romana, ha consentito il recupero di un’imponente quantità di reperti di diversa natura presentati per la prima volta al pubblico nel percorso espositivo. Essi attestano non soltanto la presenza di attività legate all’acqua, ma restituiscono anche innumerevoli testimonianze della vita quotidiana, talvolta agiata, degli abitanti di Mediolanum, che avevano facile accesso a merci di importazione e svolgevano attività redditizie, come ostentano alcuni monumenti funerari appartenute a commercianti della città nei primi secoli.

Sezione II – Una risorsa da gestire: la regimazione dell’acqua a Mediolanum 

L’accurata gestione dell’acqua da parte dell’amministrazione romana si traduceva sia in opere monumentali, come gli acquedotti (di cui Milano, proprio per la sua ricchezza idrica, non ebbe mai bisogno, ma ricordate da numerose emissioni monetali appartenenti alla collezione del Civico Medagliere), sia in un virtuoso sistema di canalizzazioni – dal fossato intorno alle mura a più contenuti canali di scolo ai lati delle strade – di cui sono state registrate molte evidenze. 
Ampiamente diffusi a Mediolanum erano i pozzi per attingere l’acqua di falda, presenti all’interno di ogni abitazione privata.
Un documento straordinario esposto in mostra è una porzione di pompa idraulica in legno e piombo, eccezionalmente recuperata dal fondo di un pozzo romano, il cui sistema di funzionamento rappresenta una testimonianza dell’alto livello raggiunto nella tecnologia idraulica dai Romani. Le loro avanzate competenze tecniche sono altresì attestate dai diversi sistemi adottati per consolidare i terreni umidi e fortemente imbibiti, caratteristici di molte aree del centro di Milano, rendendoli adatti anche a sostenere edifici monumentali.

Sezione III – Acqua e attività produttive a Milano

L’abbondanza di acqua giocò inoltre un ruolo fondamentale per lo sviluppo in città di attività artigianali per tutta l’età romana. Accanto alla produzione ceramica è la lavorazione dei metalli, dei tessuti e delle pelli a dare lustro ai Milanesi: eccezionale è il rinvenimento di un vero e proprio distretto conciario emerso in piazza Meda durante le attività di scavo archeologico preliminare alla realizzazione di un parcheggio (una ricostruzione virtuale inserita nel percorso ricostruisce la fisionomia di questo impianto). Un dato che conferma il ruolo di Milano come centro manifatturiero di rilievo, ruolo mantenuto lungo tutta la sua storia. 

Sezione IV – L’acqua nella Milano della tarda età-imperiale

Tra gli edifici monumentali antichi connessi all’uso e alla celebrazione delle virtù benefiche dell’acqua spiccava il grandioso complesso delle Terme Erculee, riccamente ornate con marmi policromi di varia provenienza e costruite per volere dell’imperatore Massimiano nel momento in cui Milano, alla fine del III secolo d.C., viene scelta come residenza imperiale. La presentazione di questo imponente complesso, al quale in origine appartenevano il colossale Torso di Ercole e un mosaico pavimentale già parte del percorso permanente di visita del museo, è integrata con l’esposizione di ulteriori materiali ed è accompagnata da un breve video che propone una ricostruzione virtuale dell’ambiente del tepidarium, appositamente realizzata per questa mostra.

Sezione V – L’acqua nei contesti abitativi

Oltre che in ambito pubblico, nel mondo romano l’acqua ricopriva ovviamente un ruolo centrale anche all’interno delle abitazioni private, sia per scopi strettamente funzionali e di servizio che, nel caso delle residenze di maggior prestigio, per finalità di carattere ludico-ricreativo e ornamentale.
I giardini delle domus appartenenti a famiglie facoltose erano spesso arricchiti da fontane, vasche, sculture e altri arredi marmorei utili a godere dei piaceri dell’acqua, a impreziosire gli ambienti e a esibire il lusso privato.

Sezione VI – Sacralità dell’acqua

La funzione dell’acqua come strumento di purificazione diffusa nel mondo pagano e successivamente ereditata dalla Cristianità determinò il suo largo impiego nei rituali, compresi quelli funerari. La presenza di corsi d’acqua in prossimità di molte necropoli milanesi risponde probabilmente a necessità di diverso tipo, dalla volontà di delimitare anche simbolicamente le aree funerarie a quella di disporre di acqua corrente per i rituali della morte. In questa sezione sono esposti alcuni corredi funerari recuperati dalle necropoli che circondavano la città e un altarino di diversa provenienza con una rara raffigurazione di Caronte.

Sezione VII – L’acqua dopo Mediolanum

Il percorso si conclude con una linea del tempo che evidenzia, attraverso la riproduzione di importanti fonti documentarie (planimetrie, disegni, quadri, fotografie), la progressiva trasformazione della rete idrografica cittadina, dallo sviluppo dei canali navigabili – che per secoli sono stati parte integrante del paesaggio di Milano – fino alla loro scomparsa.
Oggi l’acqua continua a scorrere abbondante nel sottosuolo della città e, oltre a soddisfare le esigenze di suoi abitanti, grazie agli impianti di depurazione continua ad alimentare le campagne a sud del centro urbano.

Il catalogo della mostra è edito da Nomos editore.


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