Archivi categoria: MOSTRE

ANTONY GORMLEY

“La responsabilità dell’arte del nostro tempo è riflettere e fornire strumenti di esame e di autoconsapevolezza.”

ANTONY GORMLEY

Attraverso cinque distinti corpi di lavoro, “Body Politic” di Antony Gormley indaga il rapporto della nostra specie con il suo habitat prodotto industrialmente. Per Gormley, ciò avviene in un momento urgente in cui il nostro bisogno di rifugio è in tensione dinamica con il nostro bisogno di vagabondare: la nostra fondamentale natura migratoria.

Antony Gormley, nato nel 1950, è stato riconosciuto a livello mondiale per aver reinventato l’utilizzo della forma umana nell’arte a partire dalla fine degli anni ’70. Ha studiato alla Saint Martin’s School of Art and Goldsmiths, perfezionando poi il suo talento con un corso post-laurea in scultura alla Slade tra il 1977 e il 1979. La sua prima mostra personale si è svolta alla Whitechapel Art Gallery nel 1981 e da quel momento in poi la sua carriera ha avuto un’ascesa costante.

Vincitore del prestigioso Turner Prize nel 1994, Gormley è acclamato a livello internazionale e le sue opere sono state acquisite da molte collezioni pubbliche e private in tutto il mondo. Nel 1998 è stato insignito dell’OBE per il suo contributo alla scultura, mentre dal 2003 è stato riconosciuto come accademico reale. Nel 2014, infine, è stato nominato cavaliere per i servigi resi alle arti.

Gran parte del lavoro di Gormley è basato sulla sua comprensione delle tradizioni spirituali, lavorando con archetipi ma radicando la sua arte nell’esperienza soggettiva. Ciò che lo affascina in particolare è il modo in cui l’uomo può essere sia contenitore che contenuto di uno spazio infinito. Il suo stile minimalista emoziona e coinvolge il pubblico in una riflessione profonda sulla vita e sulla condizione umana.


Antony Gormley, la mostra

22 November 2023 – 28 January 2024 – White Cube Bermondse

White Cube Bermondse

144 – 152 Bermondsey Street
London SE1 3TQ


scultura…

Esposizioni internazionali

Il lavoro di Gormley è stato ampiamente esposto in tutto il Regno Unito e a livello internazionale con mostre al Musée Rodin, Parigi (2023); Museo Lehmbruck, Duisburg, Germania (2022); Museo Voorlinden, Wassenaar, Paesi Bassi (2022); Galleria Nazionale Singapore, Singapore (2021); Schauwerk Sindelfingen, Germania (2021);

Royal Academy of Arts, Londra (2019), Delos, Grecia (2019); Galleria degli Uffizi, Firenze, Italia (2019); Museo d’arte di Filadelfia, Pennsylvania (2019); Museo Lungo, Shanghai (2017); Forte di Belvedere, Firenze, Italia (2015); Zentrum Paul Klee, Berna, Svizzera (2014);

Centro Cultural Banco do Brasil, San Paolo, Rio de Janeiro e Brasilia (2012); Deichtorhallen, Amburgo, Germania (2012); Museo statale dell’Ermitage, San Pietroburgo, Russia (2011); Kunsthaus Bregenz, Austria (2010); Hayward Gallery, Londra (2007);

Malmö Konsthall, Svezia (1993); e Louisiana Museum of Modern Art, Humlebæk, Danimarca (1989). Tra le opere pubbliche permanenti figurano Angel of the North (Gateshead, UK), Another Place (Crosby Beach, UK), Inside Australia (Lake Ballard, Western Australia), Exposure (Lelystad, Paesi Bassi) e Chord (MIT – Massachusetts Institute of Technology, Cambridge,Massachusetts).

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Sandy Skoglund. Mondi immaginari.

Sandy Skoglund. I mondi immaginari della fotografia. 1974 – 2023

Senigallia, la Città della Fotografia, accoglie con entusiasmo una nuova mostra dedicata alla celebre artista statunitense Sandy Skoglund. La sua firma artistica la contraddistingue per la creazione di opere suggestive ed evocative, dove l’immaginazione dialoga con la realtà in un gioco di tonalità surreali e stranianti.



Da novembre del 2023 fino al 2 giugno del 2024, il Palazzo del Duca ospiterà la mostra antologica intitolata “Sandy Skoglund. I mondi immaginari della fotografia. 1974 – 2023”, organizzata dal Comune di Senigallia con il supporto della Regione Marche, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio e la Galleria Paci Contemporary.

L’esposizione rivisita la carriera della Skoglund, che ha scelto la fotografia come suo mezzo di espressione preferito, immortalando le sue installazioni ambientali, composte da oggetti comuni, materiali da lei disegnati e fabbricati e sculture di piccolo e medio formato, appositamente realizzati per creare i suoi paesaggi ricchi di fantasia. Ogni opera richiede una gestazione piuttosto lunga, con la Skoglund che dedica mesi, a volte anni, a studiare e ricreare ogni minimo dettaglio dell’installazione che verrà successivamente fotografata. Il suo tratto distintivo è dato dall’utilizzo di forti contrasti cromatici, rendendo la scena ancora più onirica e surreale.

La mostra è un’occasione imperdibile per entrare nel mondo della fotografia fantastica dell’artista e apprezzare le sue immagini suggestive, che catturano l’immaginazione e imprimono emozioni durature.



Sandy Skoglund – info

23 novembre 2023 – 2 giugno 2024
Palazzo del Duca, Senigallia

Sito web del Comune di Senigallia


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Carissimo Pinocchio

Carissimo Pinocchio, designer e grafici italiani ridisegnano il burattino più famoso del mondo

Il Museo del Design ADI presenta con eleganza e sagacia la mostra “Carissimo Pinocchio: designer e grafici italiani ridisegnano il burattino più famoso del mondo”. L’evento, a cura di Giulio Iacchetti con progetto espositivo di Matteo Vercelloni e progetto grafico di Federica Marziale Iadevaia, festeggia i 140 anni dalla pubblicazione del celebre libro “Le avventure di Pinocchio – storia di un burattino” di Carlo Collodi, opera letteraria italiana più tradotta al mondo, e presenta una selezione di progetti ispirati all’icona che ha incantato più generazioni di creativi e pensatori.



In occasione di questo anniversario, il Presidente Luciano Galimberti commenta con fervore: “è un’importante occasione per celebrare un capolavoro della letteratura italiana e rinsaldare la multidisciplinarità del design, un patrimonio culturale di inestimabile valore in grado di porre questioni cruciali nella quotidianità delle nostre vite.” La mostra si terrà dal 30 novembre 2023 al 4 febbraio 2024 e promette di suscitare emozioni profonde in chi ama l’arte del design.

La mostra è inaugurata da una sezione storica ideata da Marco Belpoliti. Quest’ultima accoglie i visitatori con copertine, illustrazioni storiche e disegni. La sezione si chiude con una raccolta di disegni originali appartenenti ad uno dei recenti lavori di Andrea Branzi (Pinocchio? ed. Libri Scheiwiller), architetto, designer, teorico e protagonista indiscusso delle avanguardie radicali, recentemente scomparso e a cui la mostra è dedicata. Andrea Branzi, inserendosi tra i Maestri del design italiano, ha espresso una visione personale del famoso racconto di Collodi, rappresentata in cento disegni che narrano la storia del burattino più noto d’Italia.

Il cuore pulsante di “Carissimo Pinocchio” sono 62 nuovi progetti creati da 31 designer e 31 grafici, un corpus di lavori realizzati appositamente per la mostra. Questi progetti riflettono l’animo e le capacità di molti progettisti italiani, offrendo al visitatore uno sguardo sorprendente, ampio, caleidoscopico dell’arte del design italiano, in grado di creare immagini e oggetti senza tempo. Celebra il mito di Geppetto, considerato il primo designer italiano, e offre una diversa espressione dell’arte e della creatività di tanti protagonisti.

I Pinocchi, realizzati grazie alla sinergia di aziende e artigiani qualificati, sono stati accolti in una grande giostra circolare, alcuni esempi autoprodotti. La mostra offre un’esperienza coinvolgente e appagante per chiunque sia appassionato di design e creatività.

In aggiunta a questa sezione, abbiamo il piacere di presentare una raccolta esclusiva di prodotti realizzati dalle più rinomate aziende italiane nel settore del Made in Italy, ispirati all’immortale icona di Pinocchio.

Dopo la loro presentazione in Italia e il successivo tour itinerante, i 62 Pinocchi unici e personalizzati saranno messi all’asta per beneficenza.

Il catalogo, edito da ADIper, è arricchito dal disegno inedito di Attilio Cassinelli in copertina; una vera e propria opera d’arte.

Questa emozionante mostra è stata resa possibile grazie al contributo di Abet Laminati.



Carissimo Pinocchio – info

dal 30 novembre 2023 fino al 4 febbraio 2024

MILANO

LUOGO: ADI DESIGN MUSEUM

INDIRIZZO: Piazza Compasso d’Oro, 1, Via Ceresio, 7, 20154 Milano MI

Homepage

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Calvino mostra Caracalla Terme

Calvino mostra Caracalla Terme

Nell’ambito del programma ufficiale delle celebrazioni del centenario della nascita di Italo Calvino (1923 – 1985) alle Terme di Caracalla è visitabile dal 25 novembre 2023 al 14 aprile 2024 la mostra Sfida al labirinto. Calvino, le città, i ritratti di Tullio Pericoli.
Promosso dalla Soprintendenza Speciale di Roma, diretta da Daniela Porro, e organizzato da Electa in collaborazione con l’Archivio Tullio Pericoli, il progetto letterario e visivo prende le mosse dal titolo di uno dei più famosi saggi di Italo Calvino, apparso nel 1962 sul “Menabò”, rivista da lui diretta insieme a Vittorini. L’esposizione, a cura di Nunzio Giustozzi e Giulio Carlo Pantalei, ha diverse anime e si dispiega negli ambienti delle Terme lungo tre sezioni in dialogo tra loro.
«Italo Calvino ha saputo esplorare tutta la dimensione lettera- ria attraverso lo spazio e il tempo – secondo Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma – dai primi romanzi segnati da un appassionato impegno civile, alla dimensione fantastica, romanzesca, saggistica e filosofica. Sono i suoi scritti che appaiono come un Labirinto e con questa mostra trovano alle Terme di Caracalla una rappresentazione che non dimentica quella leggerezza che lo scrittore raccomandava nelle sue ultime e indimenticabili Lezioni Americane».



Il primo percorso è composto da decine di documenti fotografici e scatti d’autore, molti dei quali inediti, di alcuni dei maggiori fotografi del Novecento − tra cui Sebastião Salgado, Dominique Nabokov, Renate von Mangoldt, Sophie Bassouls, Mario Dondero, Federico Garolla −, accompagnati da nume- rose citazioni scelte. Insieme consentiranno di attraversare per immagini e parole una mappa sentimentale delle “città visibili” in cui Italo diventò Calvino: Torino, Parigi, New York, Roma e il rifugio di Roccamare, in Toscana.
Il secondo radunerà per la prima volta, nella suggestione di fedeli riproduzioni, tutti i disegni (e i dipinti) che Tullio Pericoli ha dedicato al visionario scrittore − amico sin da- gli anni Sessanta, quando illustrò sui giornali alcune novelle cosmicomiche, con il quale condividere riflessioni sull’arte e sulla scrittura − permettendo al visitatore un ipnotico vis-à-vis con i volti di Calvino, trattati come racconti.

Di fronte al nuovo ambiente con vasca aperto quest’anno, la terza e ultima tappa dell’esposizione, con una serie di to- tem, apre una finestra sul rapporto meno noto tra Calvino, la letteratura classica e l’antichità romana.
“Anche in questo caso – afferma Mirella Serlorenzi, direttrice del monumento – si è voluto creare uno stretto legame con le maestose rovine del sito di Caracalla attraverso quegli articoli che Calvino dedicò al mondo antico. Certamente affascinante la sua descrizione del metodo archeologico, appreso durante la sua visita allo scavo diretto da Andrea Carandini, della villa romana di Settefinestre, in Toscana, dal titolo “L’archeologo, il maiale e la città scritta”».

Inoltre, per la prima volta il pubblico potrà ascoltare un brillante e ironico gioiello sulla modernità, anche legata alle relazioni sentimentali, che aveva investito l’Italia del boom e dell’incipiente Dolce vita alla fine degli anni ‘50: Turin la nuit o Rome by night, l’ultima canzone − mai incisa al tempo − scritta da Calvino per Cantacronache su musica di Piero Santi, la cui partitura era andata perduta per decenni e che grazie al compositore Giannantonio Mutto e alla cantante Grazia De Marchi, assieme alle ricerche curatoriali, rivivrà finalmente “on air” nell’area della mostra.

Un iperbolico viaggio spazio-temporale, insomma, guidato passo passo dagli scritti di Calvino per restituire attraverso una vasta documentazione (spesso rara o inedita) la vita inimitabile di un autore inesauribile, capace di tessere una rete di relazioni umane e professionali con i principali protagonisti della cultura del suo tempo, tanto fitta quanto quella dei suoi meccanismi narrativi. Immortalate da alcuni dei maggiori fotografi del secolo scorso, figure eccezionali come quelle di Federico Fellini, Pier Paolo Pasolini, Natalia Ginzburg, Eugenio Montale, Fausto Melotti, Elsa Morante, Jorge Luis Borges, Raymond Queneau, Gore Vidal e addirittura Martin Luther King saranno infatti tra le co-protagoniste di questa avventura espositiva nell’universo calviniano e nelle trasfigurazioni uniche nate dal segno inconfondibile di Tullio Pericoli.   La mostra Sfida al labirinto. Calvino, le città, i ritratti di Tullio Pericoli porta a compimento negli spazi senza tempo delle Terme di Caracalla la straordinaria serie di omaggi editoriali ed espositivi che Electa, in questa occasione con la Soprintendenza Speciale di Roma, ha voluto dedicare allo scrittore più letto e amato del Novecento italiano.

La mostra Sfida al labirinto si inserisce nel progetto Calvino 100, le celebrazioni del centenario della nascita dello scrittore, insieme a Favoloso Calvino, esposizione curata da Mario Barenghi alle Scuderie del Quirinale a Roma, aperta al pubblico fino al 4 febbraio 2024. L’esposizione è organizzata da Scuderie del Quirinale con la casa editrice Electa, in collaborazione con Regione Liguria e Comune di Genova con Fondazione Palazzo Ducale.
In questo ambito anche Calvino cantafavole, esposizione curata da Eloisa Morra e Luca Scarlini a Palazzo Ducale di Genova, negli spazi della Loggia degli Abati. La mostra genovese − sostenuta dalla Regione Liguria, dal Comune di Genova con Fondazione Palazzo Ducale − è organizzata da Electa in collaborazione con le Scuderie del Quirinale, Teatro della Tosse e Lele Luzzati Foundation. La mostra resta aperta al pubblico fino al 7 aprile 2024.
Oltre ai cataloghi delle due ultime mostre menzionate, Electa ha pubblicato il volume Calvino A-Z, a cura di Marco Belpoliti, per la collana Enciclopedie. Vi sono riunite 146 voci affidate a 56 autori che, in forma breve ma in modo estensivo, forni- scono una mappa per entrare nel mondo-Calvino, nei suoi libri ma anche nei temi, nelle idee, nelle vicende della sua vita di scrittore. È stato inoltre riproposto dalla casa editrice un testo prezioso, ormai introvabile: Idem di Giulio Paolini, edito nella collana Einaudi letteratura nell’aprile 1975. La nuova edizione ospita una versione più ampia e inedita del testo di Calvino intitolato La squadratura. Nella collana Oilà il titolo Il dubbio e il desiderio. Eva Mameli Calvino, di Silvia Benci- velli, ripercorre la figura della madre di Calvino, importante botanica e scienziata vissuta tra il 1886 e il 1978, al lavoro tra la Sardegna, Cuba e la Liguria.


Tullio Pericoli – l’artista


Calvino mostra Caracalla Terme – info

Dal 25 Novembre 2023 al 14 Aprile 2024

ROMA

LUOGO: Terme di Caracalla

INDIRIZZO: Via delle Terme di Caracalla 52

ORARI: 9.00 – 16.30 fino al 28 febbraio lunedì chiuso (gli ambienti della mostra chiudono alle ore 16)

CURATORI: Nunzio Giustozzi e Giulio Carlo Pantalei

ENTI PROMOTORI:

  • Soprintendenza Speciale di Roma – Archeologia Belle Arti e Paesaggio

COSTO DEL BIGLIETTO: 11 € intero 5 € ridotto 2 € diritto di prevendita on-line riduzioni e gratuità secondo la normativa vigente

E-MAIL INFO: info@coopculture.it


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La mostra “FIDIA” guida i visitatori in un viaggio inaspettato e sorprendente nella vita, nella carriera e nel clima storico-culturale in cui operò il grande scultore, attraverso una vasta e preziosa selezione di oltre 100 opere – tra reperti archeologici, originali greci e repliche romane, dipinti, manoscritti, disegni, alcuni esposti per la prima volta.


Due cavalieri al galoppo. Un cavaliere è raffigurato su un cavallo al trotto. Un altro cavaliere con un cappello a tesa larga (petasos) cavalca un fiero cavallo al galoppo. Tracce di colore verde sono state rinvenute nelle pieghe del mantello del cavaliere (clamide), mentre l’angolo contenente le zampe posteriori del cavallo è stato individuato tra i frammenti provenienti dai magazzini e restaurato.

La mostra inaugura un ciclo di cinque mostre, “I Grandi Maestri della Grecia Antica”, dirette a far conoscere al grande pubblico i principali protagonisti della scultura greca. Un ciclo tanto più significativo a Roma, città da cui provengono importantissime testimonianze dell’attività di Fidia e della sua riscoperta dal Rinascimento in poi, tramite le preziose copie romane di capolavori originali per la maggior parte andati perduti.


L’arte Greca – storia dell’arte


Il percorso espositivo è articolato in 6 sezioniIl ritratto di Fidia; L’età di Fidia; Il Partenone e l’Atena Parthenos; Fidia fuori da Atene; L’eredità di Fidia; Opus Phidiae: Fidia oltre la fine del mondo antico.

Oltre ad opere provenienti dal Sistema Musei di Roma Capitale – Musei Capitolini, Centrale Montemartini, Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco e Museo di Roma – e da importanti istituzioni italiane, come il Museo Archeologico di Bologna, l’Accademia di Belle Arti di Ravenna, il Museo Archeologico di Napoli e l’Archivio Cambellotti, la mostra vanta prestiti provenienti dai più importanti musei del mondo, tra cui: Museo dell’Acropoli, Museo Archeologico Nazionale e Museo Epigrafico di Atene; Museo Archeologico di Olimpia; Kunsthistorisches Museum di Vienna; Metropolitan Museum of Art di New York; Musei Vaticani; Museo del Louvre e Museo Rodin di Parigi; Liebieghaus Skulpturensammlung di Francoforte; Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen; Staatsbibliothek e Staatliche Museen, Antikensammlung di  Berlino.

In alcuni casi si tratta di prestiti straordinari, ossia di opere mai uscite prima d’ora dalle loro sedi museali, come i due frammenti originali del fregio del Partenone, più precisamente un frammento dal fregio nord con oplita, un “soldato greco”, e un frammento dal fregio sud con giovane e bovino, concessi eccezionalmente dal Museo dell’Acropoli di Atene. A questi si aggiungono altri due frammenti originali con cavalieri e uomini barbati provenienti invece dal Kunsthistorisches Museum di Vienna.
Tra gli altri reperti esposti si segnalano il vaso con incisa la scritta “Pheidiou eimi” (Sono di Fidia) proveniente dal Museo Archeologico di Olimpia, uno dei rari oggetti personali appartenuti a un personaggio celebre dell’antichità e giunti fino a noi; la replica dello scudo dell’Atena Parthenos, il cosiddetto scudo Strangford – copia di epoca romana in marmo pentelico dell’originale appartenente alla statua di Atena realizzata in oro e avorio e collocata nella cella nel Partenone – proveniente dalla collezione del British Museum; due statuette in bronzo che rappresentano la figura dell’artigiano (identificato forse anche con lo stesso Fidia), prestiti d’eccezione del Metropolitan Museum of Art di New York e dell’Archaeological Museum of Ioannina, in Grecia; la testa dell’Atena Lemnia in marmo, copia augustea di un originale fidiaco, del Museo Civico Archeologico di Bologna; il Codice Hamilton 254 (Staatsbibliothek zu Berlin), manoscritto quattrocentesco contenente la prima immagine del Partenone arrivata in Europa. Di grande interesse il prestito del cosiddetto taccuino Carrey (1674) della Biblioteca Nazionale Francese, nel quale è riprodotta la decorazione del Partenone prima dell’esplosione che lo distrusse nel 1687. È inoltre proposto un Modello del tempio di Zeus a Olimpia realizzato nel 1997 da M. Goudin, una ricostruzione parziale in legno di tiglio e noce, prestato dal Musée du Louvre di Parigi.

A supporto dei visitatori anche installazioni multimediali e contenuti digitali: nella terza sezione, dedicata a “Il Partenone e l’Atena Parthenos” viene offerta l’occasione unica di essere trasportati indietro nel tempo e di rivivere la visita del monumento attraverso l’installazione Fidia e il Partenone. Un’esperienza interattiva e coinvolgente ispirata ai modelli della realtà virtuale e della realtà aumentata. Da una parte, il piano scenografico è costituito da una grande proiezione fotorealistica che ricostruisce in 3D Acropoli e Partenone e permette all’utente di muoversi in volo intorno al tempio, cambiando la luce del sole lungo l’arco temporale della giornata, dall’alba al tramonto; dall’altra, un’interfaccia touch offre una sorta di “radiografia” del Partenone e l’accesso a tutti gli approfondimenti scientifici, come l’esplorazione di alcuni dettagli architettonici.

Tra le attività collaterali nell’ambito dell’esposizione, la Sovrintendenza Capitolina conferma l’impegno sui temi dell’accessibilità, con un programma di visite guidate integrate accompagnate da interpreti LIS – Lingua dei Segni Italiana – grazie alla collaborazione del Dipartimento Politiche Sociali, Direzione Servizi alla Persona di Roma Capitale.
Saranno presto disponibili, su prenotazione a richiesta, visite per persone ipovedenti e non vedenti. Sono stati concessi in prestito modelli dal Museo Tattile Statale “Omero” e un calco in gesso della Scuola di Arti Ornamentali di Roma Capitale tratto proprio dalla testa di Atena della collezione Palagi, oggi al Museo Civico di Bologna, che è stata scelta per il manifesto della mostra.


Fidia mostra Roma – info

Luogo

Musei Capitolini- Villa Caffarelli

Orario

Dal 24 novembre 2023 al 5 maggio 2024
Tutti i giorni ore 9.30-19.30
24 e 31 dicembre ore 9.30-14.00
Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

Giorni di chiusura
25 dicembre

Biglietto d’ingresso

L’accesso alla mostra è consentito ai detentori del biglietto d’ingresso secondo la tariffazione vigente
Prevendita ONLINE del biglietto solo mostra: intero € 13,00 – ridotto € 11,00

Informazioni

Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)


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In arte, Milva – la mostra a Bologna

In arte, Milva – la mostra a Bologna

In arte, Milva
A cura di Anna Maria Lorusso e Lucio Spaziante23 novembre 2023 – 4 febbraio 2024Museo internazionale e biblioteca della musica
Strada Maggiore 34, BolognaMostra promossa da Alma Mater Studiorum Università di Bologna: Biblioteca delle Arti, Dipartimento delle Arti, Sistema Bibliotecario di Ateneo, Area del Patrimonio Culturale
In collaborazione con Settore Musei Civici Bologna | Museo internazionale e biblioteca della musica
Con il patrocinio di Comune di Bologna

Inaugurazione mercoledì 22 novembre 2023 ore 18.00


Bologna, 22 novembre 2023– Inaugura mercoledì 22 novembre 2023 alle ore 18.00 la mostra “In arte, Milva”, aperta al pubblico dal 23 novembre al 4 febbraio 2024 presso il Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna, nata dall’accordo siglato dal Rettore dell’Università di Bologna Giovanni Molari e dalla professoressa Martina Corgnati, figlia di Milva, pseudonimo di Maria Ilva Biolcati, per valorizzare e condividere il percorso dell’artista, fra musica, teatro, cinema, impegno politico.
Curata dai docenti Anna Maria Lorusso e Lucio Spaziante del Dipartimento delle Arti – DAR, l’esposizione è promossa dalla Biblioteca delle Arti Unibo, dal Sistema Bibliotecario di Ateneo e dall’Area del Patrimonio Culturale dell’Università di Bologna, in collaborazione con il Museo internazionale e biblioteca della musica del Settore Musei Civici Bologna e con il patrocinio del Comune di Bologna.

L’archivio donato alla Biblioteca delle Arti dell’Università di Bologna dalla prof.ssa Corgnati nutre un’esposizione importante per la storia della musica e del teatro, presentando una selezione fra gli spartiti e i testi di scena, le stampe relative a servizi fotografici, i telegrammi e le lettere da parte di vari mittenti; la collezione di vinili, cd, VHS e dvd incisi dall’artista. E ancora, attraverso un percorso in tre stanze, espone alcune delle onorificenze italiane e straniere ricevute, alcune recensioni a dischi e spettacoli, le locandine e i programmi di sala, i materiali promozionali, nastri e bobine con registrazioni audio.

Maria Ilva Biolcati, in arte Milva, ha attraversato da protagonista oltre cinquant’anni di storia italiana. Dalla provincia ferrarese di Goro fino a uno dei templi del teatro italiano (il Piccolo Teatro di Milano), passando per Parigi, la Germania, la Grecia, il Giappone, Milva ha lasciato un segno nel mondo dello spettacolo e del costume, in molteplici generi. È stata a Sanremo; è stata sulle copertine dei rotocalchi ma ha anche lavorato con Luciano Berio; è stata (come “Milva la rossa”) emblema della canzone politica impegnata; ha recuperato la tradizione popolare e, al contempo, ha interpretato le canzoni di Vangelis, compositore di colonne sonore e musica elettronica; è stata protagonista degli spettacoli di Giorgio Strehler e interprete d’elezione di molte canzoni di Franco Battiato.
Di tutti questi volti, di tutte queste Arti di Milva, la mostra cerca di rendere conto, da Goro alla dimensione internazionale in cui si sviluppa la sua vita, presentando per la prima volta parte del lascito donato dalla figlia Martina Corgnati alla Biblioteca delle Arti dell’Università di Bologna.

“In arte, Milva” vuole dire per i curatori proprio questo: “una personalità che ha totalmente vissuto dell’arte e nelle arti, e per la quale non c’è mai stata distanza tra la vita e la scena. La mostra sarà quindi paradigmatica dell’estrema versatilità degli ambiti in cui si è mossa Milva”.

I visitatori potranno vedere un insieme di materiali che nella loro eterogeneità danno il senso di cosa l’artista sia stata: dal ritaglio di rotocalco alla locandina della Scala con le firme, dal telegramma del Ministro della Cultura francese alle partiture da lei annotate per l’esecuzione, dalle foto con Luciano Berio a quelle con Heather Parisi, a tutto il mondo brechtiano, che però sembra uno fra gli altri, non quello più definitorio.

Scrive Martina Corgnati nel catalogo che accompagna l’esposizione“L’archivio intero di mia madre, le fotografie, la discografia, i nastri, i progetti, tutti i carteggi, la rassegna stampa, i manifesti, tutti i premi e i riconoscimenti, compresi i dischi d’oro che ha ricevuto nel corso della sua carriera, le cartoline e tutti i materiali che possono risultare utili per costruire i passaggi della sua lunga e complessa vicenda professionale, sessantun casse in tutto, sono stati da me donati all’Università di Bologna, e affidati all’attenta e sollecita cura di Gianmario Merizzi, Coordinatore gestionale di biblioteca ARPAC – Settore Biblioteca delle Arti, che ringrazio di cuore per la passione e la competenza che ha investito nel complicato lavoro di ordinamento e classificazione di materiali così diversi (https://arti.sba.unibo.it/chi-siamo/archivio-milva). Sono convinta che l’università sia il luogo migliore, forse l’unico, dove un patrimonio di competenze e valori culturali possa essere trasferito da una generazione all’altra, acquistando così nuove prospettive di lettura e nuovi significati. Questa mostra, a cura di Anna Maria Lorusso e di Lucio Spaziante, che tengo a ringraziare, è il primo esempio di produzione culturale resa possibile da questa donazione, cioè, come io la intendo, costruzione di alleanze e trasformazione della memoria in progetto”.

Dichiara Eva Degl’Innocenti, direttrice Settore Musei Civici Bologna:”La mostra In arte, Milva narra e valorizza la grande capacità di Milva di aver saputo elevare in arte forme musicali tanto popolari quanto colte, grazie alla sua grande intuizione della canzone-teatro, in cui il suo corpo e la sua voce insieme hanno interpretato il racconto messo in musica della canzone. La mia viva riconoscenza va al Dipartimento delle Arti dell’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna, al Comitato Tecnico Scientifico “Fondo Milva”, alla prof.ssa Martina Corgnati, ai curatori della mostra prof.ssa Anna Maria Lorusso e prof. Lucio Spaziante, alla direttrice Jenny Servino e a tutto lo staff del Museo internazionale e biblioteca della musica, per la realizzazione di questo importante progetto scientifico-culturale ed espositivo”.

L’Archivio Milva verrà aperto agli studiosi al termine della mostra. Catalogo e inventario, realizzati in collaborazione con il Polo bolognese SBN e con Archivi ER – Sistema informativo partecipato degli archivi storici in Emilia-Romagna, saranno invece accessibili da subito.

Percorso di mostra

La mostra si articola attraverso tre spazi, che raccontano Milva secondo diverse prospettive:
Stanza 1 – La vita
Stanza 2 – Le arti di Milva
Stanza 3 – Il mondo di Milva.

Il visitatore potrà seguire il percorso di visita (e continuare l’esperienza fuori dal museo) con una playlist musicale su Spotify intitolata In arte, Milva, scaricabile sul proprio device.

Tutti i materiali esposti provengono dal lascito donato all’Università di Bologna, tranne un’unica eccezione – importante – che viene dal Piccolo Teatro di Milano – Teatri d’Europa, nella stanza 3.

Nella Stanza 1 si presenta un racconto visivo di Milva: delle varie identità ed etichette attribuite nel tempo all’artista (Pantera di Goro, Piaf italiana, Lady Brecht, Milva la Rossa…), fino alla sua posterità, in qualche modo rappresentata dal francobollo che le è stato dedicato, annullato a Goro il 18 novembre 2022.
Accanto alla narrazione visiva della sua biografia, viene poi ricostruita una vetrina di rassegna stampa, dove saranno esposti alcuni giornali che, coi loro titoli, hanno definito Milva.

Nella Stanza 2 vengono presentati i vari “mondi” artistici di Milva: anzitutto quella della musica (pop, musica “colta”, popolare) e quello del teatro, ma anche mondi frequentati con minor continuità, come quello televisivo e quello cinematografico.
Per quel che riguarda l’ambito musicale sarà presentata una selezione di copertine di dischi rappresentativa delle diverse anime incarnate da Milva:
– il Festival di Sanremo e la canzone pop
– la canzone impegnata e storico-politica
– le collaborazioni musicali celebri (Ennio Morricone, Enzo Jannacci).

Fondamentale l’area legata al teatro.
Per questa sezione, il fondo presenta molti materiali (locandine, programmi di sala, poster): fotografie che documentano la collaborazione con Strehler; interessanti copioni e partiture, annotati con indicazioni manoscritte su pronuncia, prosodia.
È presente anche l’ambito delle commedie musicali, come la collaborazione con Gino Bramieri, nonché gli ambiti della televisione e del cinema.
Per quanto riguarda la televisione (dove è stata ampiamente presente in: Canzoni alla finestra, Cantatutto, Milva Club, Senza rete, Teatro 10, Palcoscenico, Ak Paradise etc.) se ne dà conto attraverso ritagli di rassegna stampa, che ne raccontano la percezione e l’impatto, cioè la sua immagine pubblica.
Per il suo impegno nel cinema, saranno esposti alcuni poster e alcune foto: La bellezza di Ippolita (1962) di Giancarlo Zagni, D’amore si muore (1972) di Carlo Carunchio.
Nella sala infine viene esposta una selezione dei premi ricevuti, dal Telegatto a uno dei diversi dischi d’oro ricevuti, a premi meno “pop” ma non meno importanti, come il Premio Piazzolla o il Premio Unesco, insieme alle medaglie a Cavaliere delle arti.

Nella Stanza 3 si vuole rendere conto della dimensione internazionale dell’artista, assumendo due focus principali: uno sull’Europa (con Germania, Francia e Grecia) e uno sul Giappone, con locandine, dischi, classifiche, biglietti di estimatori illustri, da Sarkozy al Ministro della Cultura francese.
Questi Paesi non sono certo i soli in cui Milva sia stata accolta e portata in trionfo; si tratta solo di una selezione curatoriale.

In questa stanza internazionale uno spazio particolare viene dedicato all’Opera da tre soldi di Brecht, nella regia di Strehler per il Piccolo Teatro. Poche opere hanno avuto, infatti, una risonanza internazionale come questa (di cui si presenteranno degli esempi di rassegna stampa internazionali).
La mostra presenta in esclusiva, su concessione e prestito del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa (e su approvazione delle Soprintendenza archivistica e bibliografica della Lombardia), l’abito di scena di Jenny delle Spelonche, protagonista della pièce, una delle figure più iconiche di Milva.
Intorno a questo abito viene ricostruito un piccolo caleidoscopio di “oggetti”, copioni annotati da Milva, foto, programmi.

Il catalogo della mostra, pubblicato da Silvana Editoriale, contiene testi di testi di: Giovanni Molari, Giacomo Manzoli, Eva Degl’Innocenti, Jenny Servino, Anna Maria Lorusso, Lucio Spaziante, Martina Corgnati, Guglielmo Pescatore, Claudio Longhi, Matteo Paoletti, Ugo Volli, Jacopo Tomatis, Gianmario Merizzi.

Durante il periodo di apertura sono proposti al pubblico alcuni momenti di approfondimento sul progetto espositivo e sulla figura di Milva:
sabato 2 dicembre 2023 ore 17.00 visita guidata con Lucio Spaziante
sabato 16 dicembre 2023 ore 11.00 visita guidata con Anna Maria Lorusso
sabato 13 gennaio 2024 ore 11.00 visita guidata con Anna Maria Lorusso
sabato 21 gennaio 2024 ore 11.00 visita guidata con Lucio Spaziante.
La visita guidata è inclusa nel biglietto di ingresso al museo con prenotazione obbligatoria.
È possibile acquistare il biglietto di ingresso online su MidaTicket oppure presso il bookshop del museo negli orari di apertura. Le prenotazioni sono valide fino all’orario di inizio dell’evento, gli ingressi non ritirati verranno messi nuovamente a disposizione del pubblico.

Come evento di finissage della mostra, domenica 4 febbraio alle ore 17.30 i curatori Anna Maria Lorusso e Lucio Spaziante dialogano con Martina Corgnati nell’incontro In arte, Milva… tra racconto e realtà. L’ingresso è gratuito.


Sede mostra
Museo internazionale e biblioteca della musica
Strada Maggiore 34, Bologna
Tel. +39 051 2757711

Orari di apertura
Martedì, mercoledì, giovedì 11-13.30 / 14.30-18.30
Venerdì 10-13.30 / 14.30-19.00
Sabato, domenica, festivi 10.00-19.00
Chiuso lunedì, 25 dicembre

Biglietti
Ingresso incluso nel biglietto del museo:
€ 5 intero | € 3 ridotto | € 2 ridotto 19-25 anni | gratuito minori di 18 anni, possessori Card Cultura | gratuito studenti, docenti, personale dell’Università di Bologna su presentazione del proprio badge


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A dieci anni dalla scomparsa, Milano dedica a Gabriele Basilico (1944-2013) una ampia mostra che si articola in due sedi espositive – Palazzo Reale e Triennale Milano – e rappresenta il primo grande omaggio che la città in cui Basilico è nato e ha vissuto rivolge al fotografo e a quel suo sguardo cosmopolita, capace appunto di ascoltare il cuore di tutte le città. L’esposizione propone complessivamente oltre 500 opere, partendo dall’attraversamento della città di Milano in Triennale per guardare e arrivare al Mondo a Palazzo Reale.

La mostra “Gabriele Basilico. Le mie città”, che apre al pubblico il 13 ottobre 2023, è promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e Triennale Milano, insieme a Electa e realizzata con la collaborazione scientifica dell’Archivio Gabriele Basilico.

A Palazzo Reale la mostra è curata da Giovanna Calvenzi e Filippo Maggia e presenta una selezione dei lavori sulle grandi committenze internazionali di Basilico; in Triennale, dove la curatela è affidata a Giovanna Calvenzi e Matteo Balduzzi, viene esposta un’ampia selezione di immagini di Milano e delle sue periferie.


Gabriele Basilico


Gabriele Basilico è stato uno dei fotografi italiani più importanti e influenti del XX secolo. Nato a Milano nel 1944, ha studiato architettura presso l’Università Politecnica di Milano prima di dedicarsi completamente alla fotografia. Basilico ha esposto le sue opere in numerose mostre in tutto il mondo e ha ricevuto numerosi premi, tra cui il prestigioso “Premio Ercole d’Oro” nel 1994. La sua carriera artistica comprende numerosi progetti di fotografia di architettura e paesaggio urbano, soprattutto in Europa. Il lavoro di Basilico è caratterizzato da una grande attenzione ai dettagli e alla precisione tecnica, unita a una forte sensibilità nei confronti dell’ambiente urbano che lo circonda.

Premi

Gabriele Basilico ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti per il suo lavoro di fotografo. Nel 1994 ha vinto il prestigioso “Premio Ercole d’Oro” per la sua eccellenza nel campo della fotografia di architettura. Nel 1995 ha ricevuto il premio “Prix Nadar” per il suo libro sulla città di Beirut, intitolato “Beirut 1991-1996”. Nel 2002 è diventato membro dell’Accademia di Francia a Roma, Villa Medici, dove ha trascorso un anno in residenza come artista.

Partecipazioni

Gabriele Basilico ha partecipato a numerose mostre e festival di fotografia in tutto il mondo. Nel 1996 ha esposto le sue opere alla Biennale di Venezia, dove ha ricevuto una menzione speciale per il suo lavoro sulla città di Beirut. Nel 2005 ha partecipato alla mostra collettiva “Dal vero, arte e fotografia tra Italia e America 1940-1960”, allestita al Museo di Arte Moderna di New York. Nel 2006 ha partecipato alla mostra “Human Landscapes”, organizzata dal Centre Pompidou di Parigi. Nel 2011 ha partecipato al festival di fotografia “Les Rencontres d’Arles” in Francia, dove ha esposto le sue opere sulla città di Belgrado.

Eredità

Gabriele Basilico è stato un fotografo molto influente e la sua eredità artistica continua a essere riconosciuta e apprezzata dagli esperti di fotografia e delle arti visive. Le sue opere sono state esposte in importanti musei e gallerie in tutto il mondo e numerose pubblicazioni hanno dedicato articoli e saggi alla sua figura. Oltre alla sua attività di fotografo, Basilico è stato anche un insegnante di fotografia presso la Scuola Politecnica di Design di Milano e l’Università Politecnica di Valencia. La sua influenza si fa sentire ancora oggi nei lavori di molti fotografi contemporanei che si ispirano alla sua attenzione per la costruzione dello spazio attraverso l’uso della luce e della composizione.

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