Archivi categoria: FOTOGRAFIA

Berenice Abbott

Fotografa – Springfield, 17 luglio 1898 – Monson, 9 dicembre 1991

Ritratto di Berenice Abbott fotografata da Man Ray

Berenice Abbott è stata una fotografa americana di spicco, celebre per i suoi ritratti e la sua fotografia documentaristica, che ha messo in risalto il potere comunicativo, anche educativo, della stampa fotografica.

 I suoi scatti hanno saputo generare un dialogo armonico e spontaneo tra il fotografo, la sua arte e lo spettatore. L’attenzione critica dedicata da Abbott alla fotografia deriva dalla sua esperienza come fotografa di ritratti a Parigi e dall’influenza del realismo di Eugène Atget. Dopo un periodo di otto anni trascorsi in Francia, Abbott si trasferì a New York nel 1929 per documentare l’evoluzione moderna della città. Il risultato fu il libro iconico “Changing New York” (1935-1938), acclamato dalla critica e ancora oggi al centro dell’attenzione.


L’arte di Berenice Abbott da chi è stata influenzata?

Artisti

  • Marcel Duchamp
  • Man Ray
  • Douglas Levere
  • Thelma Wood

Relazioni e amicizie personali

  • Julien Levy
  • Peggy Guggenheim
  • Elizabeth McCausland
  • John Storrs
  • Gerald Wendt

Movimenti artistici

  • Fotografia moderna
  • Street Photography
  • Arte moderna e modernismo

L’arte di Berenice Abbott chi ha influenzato?

Artisti

  • Man Ray
  • Eugéne Atget
  • Marcel Duchamp
  • Elsa von Freytag-Loringhoven
  • Louis Lozowick

Relazioni e amicizie personali

  • Julien Levy
  • Peggy Guggenheim
  • Walker Evans
  • Robert C. Cooke
  • Elizabeth McCausland

Movimenti artistici

Biografia

Bernice Abbott nacque nel 1898 a Springfield, Ohio, all’interno di una modesta famiglia di classe media. A soli due anni i suoi genitori divorziarono, e da quel momento Bernice visse con la madre mentre i fratellini rimasero col padre.

Fin dalla giovane età Abbott dimostrò una forte indipendenza, rifiutando le aspirazioni della madre di vederla sposata o diventare insegnante. Dopo il diploma, scelse di iscriversi alla Ohio State University di Columbus, dove studiò giornalismo. Lettrice appassionata, presto incontrò un gruppo di studenti più grandi di lei, con idee moderniste e politiche di sinistra. Dopo il primo anno, decise di trasferirsi a New York, nel Greenwich Village.

Abbott, con la sua forte personalità, ha sempre lottato per affermarsi e ha optato per scelte non convenzionali. La sua determinazione e la sua passione l’hanno condotta sulla strada della fotografia, dove ha raggiunto un successo straordinario.


Berenice Abbott

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RENATO FIORAVANTI, IL TEATRO DELLE MARIONETTE

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Sandy Skoglund. Mondi immaginari.

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Gabriele Basilico: Le mie città

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Oliviero Toscani Professione fotografo

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Tina Modotti al MUDEC: Donne, Messico e Libertà

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Tina Modotti: fotografa, attivista e attrice italiana

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Street Photography: 3 libri che non puoi perderti se ami la fotografia

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Todd Webb: le fotografie perdute dell’Africa del ’50

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Jeanne Bertrand, fotografa e scultrice

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Vivian Maier, la Street Photographer invisibile

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Yung Cheng Lin, Art Director e fotografo

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RENATO FIORAVANTI, IL TEATRO DELLE MARIONETTE

Renato Fioravanti è stato uno dei personaggi più influenti nella storia della fotografia italiana. Nato a Sondrio nel 1900 e scomparso a Torino nel 1983, ha svolto un ruolo di primo piano nella diffusione della cultura fotografica nel nostro paese e non solo.


Fioravanti ha iniziato la sua carriera come fotografo negli anni ’30, collaborando con importanti riviste del settore come “Fotografia” e “Il Fotografo”. Nel 1947 ha fondato la “Federazione Italiana Associazioni Fotografiche” (FIAF), di cui è stato il primo Segretario Generale e successivamente Presidente.

Grazie alla sua attività di organizzatore di eventi culturali e alla sua rete di contatti con le organizzazioni fotografiche europee ed americane ha permesso alla fotografia italiana di acquisire una posizione di rilievo a livello internazionale. Inoltre, ha contribuito alla formazione di molti giovani fotografi e alla promozione della fotografia come forma d’arte.

La sua esperienza di critico fotografico sulla rivista “Ferrania”, molto diffusa negli anni del dopoguerra, ha permesso ai lettori di essere costantemente aggiornati sulle attività della FIAF e sui progressi della fotografia italiana.


La fotografia italiana negli anni sessanta

La fotografia degli anni ’60 in Italia rappresenta uno dei periodi più significativi nell’evoluzione dell’arte fotografica. Durante gli anni ’60, la fotografia in Italia sperimentò una rivoluzione culturale, sociale e politica che si rifletté nella produzione fotografica del periodo. La fotografia degli anni ’60 in Italia è caratterizzata da una forte presenza di movimenti artistici e di tendenze sociali che fecero emergere nuovo modi di pensare la fotografia umana e documentaristica.

Tra le varie tendenze che caratterizzano la fotografia degli anni ’60 in Italia, una delle più importanti è il neorealismo. Il neorealismo era un movimento artistico che cercava di rappresentare la realtà in modo diretto, senza le finte idealizzazioni tipiche dell’arte precedente. Nella fotografia, il neorealismo si tradusse nell’interesse per i temi sociali, il lavoro, la povertà, la miseria e le difficoltà della vita quotidiana.

Al contrario del neorealismo, altri movimenti nella fotografia degli anni ’60 in Italia si concentrarono maggiormente sulla forma, sullo studio della luce e clicca qui per leggere l’articolo


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Sandy Skoglund. Mondi immaginari.

Sandy Skoglund. I mondi immaginari della fotografia. 1974 – 2023

Senigallia, la Città della Fotografia, accoglie con entusiasmo una nuova mostra dedicata alla celebre artista statunitense Sandy Skoglund. La sua firma artistica la contraddistingue per la creazione di opere suggestive ed evocative, dove l’immaginazione dialoga con la realtà in un gioco di tonalità surreali e stranianti.



Da novembre del 2023 fino al 2 giugno del 2024, il Palazzo del Duca ospiterà la mostra antologica intitolata “Sandy Skoglund. I mondi immaginari della fotografia. 1974 – 2023”, organizzata dal Comune di Senigallia con il supporto della Regione Marche, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio e la Galleria Paci Contemporary.

L’esposizione rivisita la carriera della Skoglund, che ha scelto la fotografia come suo mezzo di espressione preferito, immortalando le sue installazioni ambientali, composte da oggetti comuni, materiali da lei disegnati e fabbricati e sculture di piccolo e medio formato, appositamente realizzati per creare i suoi paesaggi ricchi di fantasia. Ogni opera richiede una gestazione piuttosto lunga, con la Skoglund che dedica mesi, a volte anni, a studiare e ricreare ogni minimo dettaglio dell’installazione che verrà successivamente fotografata. Il suo tratto distintivo è dato dall’utilizzo di forti contrasti cromatici, rendendo la scena ancora più onirica e surreale.

La mostra è un’occasione imperdibile per entrare nel mondo della fotografia fantastica dell’artista e apprezzare le sue immagini suggestive, che catturano l’immaginazione e imprimono emozioni durature.



Sandy Skoglund – info

23 novembre 2023 – 2 giugno 2024
Palazzo del Duca, Senigallia

Sito web del Comune di Senigallia


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Gabriele Basilico: Le mie città

Gabriele Basilico: Le mie città | Dal 13.10.23 al 11.02.24

A dieci anni dalla scomparsa, Milano dedica a Gabriele Basilico (1944-2013) una ampia mostra che si articola in due sedi espositive – Palazzo Reale e Triennale Milano – e rappresenta il primo grande omaggio che la città in cui Basilico è nato e ha vissuto rivolge al fotografo e a quel suo sguardo cosmopolita, capace appunto di ascoltare il cuore di tutte le città.


A dieci anni dalla scomparsa, Milano dedica a Gabriele Basilico (1944-2013) una ampia mostra che si articola in due sedi espositive – Palazzo Reale e Triennale Milano – e rappresenta il primo grande omaggio che la città in cui Basilico è nato e ha vissuto rivolge al fotografo e a quel suo sguardo cosmopolita, capace appunto di ascoltare il cuore di tutte le città. L’esposizione propone complessivamente oltre 500 opere, partendo dall’attraversamento della città di Milano in Triennale per guardare e arrivare al Mondo a Palazzo Reale.

La mostra “Gabriele Basilico. Le mie città”, che apre al pubblico il 13 ottobre 2023, è promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e Triennale Milano, insieme a Electa e realizzata con la collaborazione scientifica dell’Archivio Gabriele Basilico.

A Palazzo Reale la mostra è curata da Giovanna Calvenzi e Filippo Maggia e presenta una selezione dei lavori sulle grandi committenze internazionali di Basilico; in Triennale, dove la curatela è affidata a Giovanna Calvenzi e Matteo Balduzzi, viene esposta un’ampia selezione di immagini di Milano e delle sue periferie.


Gabriele Basilico


Gabriele Basilico è stato uno dei fotografi italiani più importanti e influenti del XX secolo. Nato a Milano nel 1944, ha studiato architettura presso l’Università Politecnica di Milano prima di dedicarsi completamente alla fotografia. Basilico ha esposto le sue opere in numerose mostre in tutto il mondo e ha ricevuto numerosi premi, tra cui il prestigioso “Premio Ercole d’Oro” nel 1994. La sua carriera artistica comprende numerosi progetti di fotografia di architettura e paesaggio urbano, soprattutto in Europa. Il lavoro di Basilico è caratterizzato da una grande attenzione ai dettagli e alla precisione tecnica, unita a una forte sensibilità nei confronti dell’ambiente urbano che lo circonda.

Premi

Gabriele Basilico ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti per il suo lavoro di fotografo. Nel 1994 ha vinto il prestigioso “Premio Ercole d’Oro” per la sua eccellenza nel campo della fotografia di architettura. Nel 1995 ha ricevuto il premio “Prix Nadar” per il suo libro sulla città di Beirut, intitolato “Beirut 1991-1996”. Nel 2002 è diventato membro dell’Accademia di Francia a Roma, Villa Medici, dove ha trascorso un anno in residenza come artista.

Partecipazioni

Gabriele Basilico ha partecipato a numerose mostre e festival di fotografia in tutto il mondo. Nel 1996 ha esposto le sue opere alla Biennale di Venezia, dove ha ricevuto una menzione speciale per il suo lavoro sulla città di Beirut. Nel 2005 ha partecipato alla mostra collettiva “Dal vero, arte e fotografia tra Italia e America 1940-1960”, allestita al Museo di Arte Moderna di New York. Nel 2006 ha partecipato alla mostra “Human Landscapes”, organizzata dal Centre Pompidou di Parigi. Nel 2011 ha partecipato al festival di fotografia “Les Rencontres d’Arles” in Francia, dove ha esposto le sue opere sulla città di Belgrado.

Eredità

Gabriele Basilico è stato un fotografo molto influente e la sua eredità artistica continua a essere riconosciuta e apprezzata dagli esperti di fotografia e delle arti visive. Le sue opere sono state esposte in importanti musei e gallerie in tutto il mondo e numerose pubblicazioni hanno dedicato articoli e saggi alla sua figura. Oltre alla sua attività di fotografo, Basilico è stato anche un insegnante di fotografia presso la Scuola Politecnica di Design di Milano e l’Università Politecnica di Valencia. La sua influenza si fa sentire ancora oggi nei lavori di molti fotografi contemporanei che si ispirano alla sua attenzione per la costruzione dello spazio attraverso l’uso della luce e della composizione.

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Ritrovate nel 2015 le fotografie di Todd Webb. Le immagini da lui scattate nel continente africano raccontano di un popolo che si libera dalle catene del colonialismo. Betsy Evans Hunt non sa cosa aspettarsi quando, nel 2015, scende in uno scantinato di una casa in California. Il suo viaggio, a migliaia di miglia da casa … Continua la lettura di Todd Webb: le fotografie perdute dell’Africa del ’50

Jeanne Bertrand, fotografa e scultrice

Jeanne Bertrand, fotografa e scultrice Jeanne Bertrand, fotografa e scultrice: nasce il 26 settembre 1880 ad Agnières-en-Dévoluy e muore il 28 ottobre 1957.E’una fotografa e scultrice francese, nota per aver vissuto con la fotografa Vivian Maier a Boston intorno al 1930. La sua famiglia emigra a New York nel 1893 e si stabilisce a Torrington, … Continua la lettura di Jeanne Bertrand, fotografa e scultrice

Vivian Maier, la Street Photographer invisibile

Vivian Maier, la Street Photographer invisibile Ecco che che un giorno, un tizio, un certo Maloof, acquista all’asta per 380 dollari un box. Quello che ci trova dentro è già storia… Quando lessi per la prima volta la storia di Vivian Maier rimasi colpito e incuriosito allo stesso tempo. Ecco diciamo che quell’alone di mistero … Continua la lettura di Vivian Maier, la Street Photographer invisibile

Yung Cheng Lin, Art Director e fotografo

Yung Cheng Lin, Art Director e fotografo Arte di Yung Cheng Lin | Digito il nome di Yung Cheng Lin su Flickr dove so già che troverò una catena di immagini. Ne ho già visti alcuni in rete e qualcosa mi dice che devo caricare la mia pagina. Boom, boom e boom di nuovo. Donne … Continua la lettura di Yung Cheng Lin, Art Director e fotografo


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Oliviero Toscani Professione fotografo

Oliviero Toscani Professione fotografo | Apre il 24 giugno 2022 a Palazzo Reale Milano, la mostra OLIVIERO TOSCANI. Professione fotografo, la più grande esposizione mai dedicata in Italia al grande fotografo in omaggio ai suoi 80 anni.

Biografia

Nasce a Milano nel 1942, studia a Zurigo tra il 1961 e il 1965. Figlio del primo fotoreporter del «Corriere della Sera» si dedica agli esordi di fotografia di moda e solo successivamente alla Comunicazione. La sua è una ricerca e uno studio sulla comunicazione pubblicitaria che punta al centro delle emozioni, sempre attuali e di forte impatto emotivo.
Provocatorio e ideologico, il suo pensiero e il suo sé si distinguono ed emergono nelle immagini e nella post produzione. Un linguaggio forte utilizzato in diverse campagne pubblicitarie, quelle del marchio Benetton ne sono un chiaro esempio. Ha creato e diretto campagne pubblicitarie per Esprit, Chanel, Robe di Kappa, Fiorucci, Prenatal, Jesus, Inter, Snai, Toyota, Ministero del Lavoro, della Salute, Artemide, Woolworth e Fondazione Umberto Veronesi contraddistinguendosi per il suo tributo sociale.

Nel 1990 crea Colors, il primo giornale globale al mondo.
Nel 1993 dirige il centro internazionale per le arti e la ricerca della comunicazione moderna Fabrica.
Nel 2003 coordina la pubblicazione di 30 ans de Libération
.
Nel 2012 Moriremo eleganti, biografia di Oliviero Toscani al quale seguiranno Più di cinquant’anni di magnifici fallimenti (2015) e Ne ho fatte di tutti i colori. Vita e fortuna di un situazionista (2022).

Ha collaborato come fotografo di moda, per giornali come Elle, Vogue, GQ, Harper’s Bazaar, Esquire, Stern, Liberation…

Libri

Non sono obiettivo – Autore Oliviero Toscani – Editore Feltrinelli – Anno pubblicazione 2001 – 192 pagine

Oliviero Toscani non è solo un famoso fotografo. Gli piace polemizzare e ama castigare i costumi del tempo in cui si trova a vivere. Con questo spirito tiene una rubrica (“Natura morta”) sul quotidiano “Il Tirreno”. Montando i suoi articoli ha realizzato un volume scandito in dodici sezioni, in cui se la prende con il consumismo becero, l’ansia accumulativa dei nuovi ricchi, il degrado ambientale e morale, le donne che non fanno le donne e gli uomini che non fanno gli uomini, Berlusconi e la Lega, tutte le forme di ottusità, fanatismo, oscurantismo e intolleranza che avvelenano la convivenza civile.

Homofobicus – Autori Oliviero Toscani e Marco Rubiola – Editore Kaos- Anno pubblicazione 2006 – 156 pagine

«Una mattina si son svegliati e hanno trovato i cartelloni. Vergogna, figata, buuuuuu, medioevo. Forse è il contrario: una mattina hanno trovato i cartelloni e si sono svegliati. E allora via. Senso civico a mille, uomini e donne, etero e gay, […]

Ne ho fatte di tutti i colori. Vita e fortuna di un situazionista – Autore Oliviero Toscani – La Nave di Teseo – Anno pubblicazione 2022 – 256 pagine

Fotografo, portatore di un pensiero sovversivo e irriverente, Oliviero Toscani ha rivoluzionato il mondo della moda e della comunicazione in oltre mezzo secolo di carriera. In questo libro si racconta per la prima volta in un’autobiografia deflagrante come le sue idee. Dagli studi d’arte a Zurigo all’avventura da esordiente sfrontato negli Stati Uniti, rincorrendo un servizio per “Harper’s Bazaar”, andando alle feste con Andy Warhol, fotografando Muhammad Ali e imponendo un nuovo modo di raccontare la bellezza. E poi le prime campagne pubblicitarie, in cui rompe ogni regola portando una ventata di aria fresca e sconvolgendo i benpensanti, fino alla comunicazione sociale innovativa con Fabrica e la rivista “Colors”, le provocazioni della politica e lo sguardo ostinatamente rivolto ai giovani e al futuro.

La mostra

la più grande esposizione mai dedicata in Italia al grande fotografo in
omaggio ai suoi 80 anni. La mostra promossa dal Comune di Milano-Cultura
, prodotta e organizzata da
Palazzo Reale
e
Arthemisia
e curata da
Nicolas Ballario
– propone
800 scatti
di Toscani e presenta al pubblico
tratti iconici del suo lavoro e opere meno conosciute, raccontando la carriera di un uomo dallo
sguardo geniale e provocatorio che negli anni ha influenzato i costumi di diverse generazioni e fatto
discutere il mondo sui temi più disparati.

Il 28 febbraio 2022, giorno in cui Oliviero Toscani ha compiuto 80 anni, la Città di Milano ha organizzato per festeggiarlo una mostra sui generis
: non un’esposizione in una galleria o in un
museo, ma una mostra diffusa proprio per Milano, la sua città natale. L’evento, dal titolo “Oliviero
Toscani 80”, ha celebrato il grande fotografo per un solo giorno con centinaia di manifesti per la
Città, facendo giungere contemporaneamente migliaia di mail allo Studio Toscani che chiedevano di
poter vedere l’intera mostra. Essendo un evento temporaneo, la mostra durò giusto le 24 ore del
suo compleanno.

A qualche mese di distanza il Comune di Milano offre nel suo spazio più prestigioso, Palazzo Reale,
la prima grande rassegna dedicata al suo lavoro, in continuità con l’iniziativa del 28 febbraio che era
stata fortemente sostenuta dal Comune di Milano-Cultura.
La mostra
Oliviero Toscani. Professione fotografo
raccoglie i lavori da lui realizzati dai primi anni
’60 fino a oggi: immagini e campagne pubblicitarie c
he lo hanno reso noto e riconoscibile in tutto il
mondo.

Il tutto inserito in un allestimento particolare e unico, che vedrà le sale di Palazzo Reale vestirsi per
la prima volta di manifesti alle pareti, incollati come fossero per strada.
L’evento vede come media partner
Urban Vision
ed è consigliato da
Sky Arte
.
Il catalogo è edito da
Skira.


Oliviero Toscani Professione Fotografo – Link Utili

Informazioni e prenotazioni T +39 02 892 99 21

www.palazzorealemilano.it

www.arthemisia.it

Orario apertura Lunedì chiuso – Martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 10.00 -19.30

Giovedì 10.00 – 22.30(la biglietteria chiude un’ora prima)

Biglietti Intero € 14,00

Ridotto€ 12,00

Hashtag ufficiale #ToscaniMilano


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Tina Modotti al MUDEC: Donne, Messico e Libertà

Tra le più grandi interpreti femminili dell’avanguardia artistica del secolo scorso, Tina Modotti
espresse la sua idea di libertà attraverso la fotografia e l’impegno civile, diventando icona del
Paese che l’aveva accolta ma trascendendo ben presto i confini del Messico nella sua pur breve
vita, per essere così riconosciuta sulla scena artistica mondiale. Ancora oggi Tina Modotti
rimane il simbolo di una donna emancipata e moderna, la cui arte è indissolubilmente legata
all’impegno sociale.
Nell’ambito del palinsesto 2021 del Comune di Milano “I talenti delle donne”, il MUDEC
presenta al pubblico dall’1 maggio 2021 la retrospettiva “Tina Modotti. Donne, Messico e
Libertà”, aperta fino al 7 novembre 2021. La mostra, promossa dal Comune di Milano-Cultura
e prodotta da 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, e in collaborazione con SUDEST57, il
Comitato Tina Modotti di Udine ed è curata da Biba Giacchetti.

In esposizione un centinaio di fotografie, stampe originali ai sali d’argento degli anni Settanta
realizzate a partire dai negativi di Tina, che Vittorio Vidali consegnò al fotografo Riccardo
Toffoletti, il quale fu protagonista della sua riscoperta, oltre a lettere e documenti conservati
dalla sorella Jolanda, e video per un racconto affascinante, che avvicinerà il pubblico a questo
spirito libero, che attraversò miseria e fama, arte e impegno politico e sociale, arresti e
persecuzioni, ma che suscitò anche un’ammirazione sconfinata per il pieno e costante rispetto
di sé stessa, del suo pensiero, e della sua libertà.

Tina Modotti biografia

Assunta Adelaide Luigia Modotti Mondini, abbreviata in Tina Modotti (Udine, 1896 – Città del
Messico, 1942), fu una fotografa, attivista e attrice italiana.
È considerata una delle più grandi fotografe dell’inizio del XX secolo, nonché una figura di
grande fascino del movimento comunista e della fotografia mondiale. Le fotografie da lei
scattate in Messico, dove si trasferì, illustrano la sua militanza politica, umana e politico-sociale.
La sua creatività, espressa nei pochi anni che potrà dedicare alla fotografia, racconta
pienamente uno spirito libero e anticonformista che anima il corpo di una bellezza mozzafiato,
alla quale lei stessa assegnerà ben poca importanza.

Vivrà negli Stati Uniti, in Messico, in Russia e in un’Europa degli anni ’30, profondamente divisa
tra fascismo e antifascismo. Si impegnerà in prima linea per portare soccorso alle vittime civili
di conflitti come la Guerra di Spagna, condividerà in questi stessi anni la propria vita con
Vittorio Vidali e, al contrario del suo compagno, non potrà mai tornare alla sua amata terra
natale (Udine) a causa delle sue attività antifasciste e di una morte prematura avvenuta
nell’esilio messicano ad appena 46 anni, alla quale resero omaggio artisti come Picasso, Rafael
Alberti e Pablo Neruda che le dedicò una celebre poesia.
La sua riscoperta inizierà negli Anni Settanta grazie a Vidali, che rientrato in Italia e divenuto
poi senatore, inizierà a scrivere di Tina e a rendere pubblico il suo lascito artistico, forte anche
di un interesse internazionale espresso dalla grande retrospettiva dedicata a Tina Modotti dal
Moma di New York, tenutasi nel 1977 in cui furono esposte quaranta fotografie.
Con la nascita
del Comitato Tina Modotti e con l’apporto determinante di Vidali, si avvia la ricostruzione della
collezione al tempo più esaustiva delle sue opere e dei documenti che riguardano la sua vita
avventurosa.

Il tema della libertà

Il tema della Libertà in Tina Modotti è essenzialmente legato alla sua poliedrica personalità, e
si sviluppa con una coerenza priva di compromessi nell’arco della sua intera esistenza, scandita
da capitoli che hanno incrociato la storia politica del mondo nell’arco della sua pur breve
esistenza.
Poverissima e costretta ad emigrare Tina avrebbe potuto seguire la carriera di attrice, e
sfruttare la sua bellezza per il facile ottenimento di agi economici. Ma la sua scelta di libertà la
porta invece verso lo studio, e l’approfondimento delle sue innate doti artistiche,
coltivate nel
circolo delle frequentazioni del suo primo compagno – il pittore Robo – fino all’incontro con
Edward Weston, fotografo non ancora celebre che la inizia alle tecniche fotografiche.
Se Weston sarà il suo mentore, si deve a Tina la scelta di andare in Messico per condividere un
rinascimento artistico che poggiava su basi sociali e culturali nella particolare fase post
rivoluzionaria, nelle avanguardie estridentiste, nella frequentazione di pittori e poeti: da Frida
Kahlo a Diego Rivera, da José Clemente Orozco a David Alfaro Siqueiros. Tina seguirà i
primi passi di fotografi come Manuel Alvarez Bravo e la di lui moglie Lola, incrocerà la grande
fotografa Imogen Cunningham, poeti e scrittori come David Herbert Lawrence e
Mayakovsky, musicisti, un circolo di artisti sperimentali e liberi di cui Tina a Weston
diverranno in breve tempo figure di spicco.
Tina smetterà di essere attrice, ma non modella. Poserà per i grandi Muralisti, vivrà nei primi
anni messicani una libertà di pensiero totale che si rispecchierà nello stile di vita, nei suoi
comportamenti e nei suoi amori. Ma soprattutto si affrancherà rapidamente dallo stile di
Weston per affermare una sua arte, un suo modo di fotografare che nel tempo resterà unico e
verrà immediatamente riconosciuto a livello internazionale.

Artista, sublime e impegnata, Tina non esiterà ad abbandonare l’arte per il crescente impegno
nell’attivismo politico.
A causa di questo verrà ingiustamente accusata di complicità
nell’assassinio del suo compagno, il giornalista cubano Mella, e poi di aver preso parte
all’attentato al presidente Messicano.
Tina verrà cacciata dal Messico; gli Stati Uniti l’avrebbero nuovamente accolta se avesse
rinunciato alle sue convinzioni politiche. Ma la sua libertà di pensiero e la sua coerenza spinta
al limite del rischio della sua stessa incolumità le fecero declinare l’offerta. Iniziò così una fase
da rifugiata politica che la portò in Germania, in Russia, e poi ad impegnarsi direttamente nella
guerra di Spagna in soccorso delle vittime del conflitto, con particolare attenzione ai bambini.
Al termine della guerra di Spagna Tina, affaticata nel corpo e nello spirito, verrà accolta
nuovamente in Messico, dove vivrà nell’ombra i suoi ultimi anni accanto a Vittorio Vidali.

Per una biografia approfondita puoi consultare il sito del Comitato Tina Modotti

A cura di Biba Giacchetti

Nasce a Roma, studia a Parigi, si laurea in giurisprudenza e lavora per molti anni nel campo della comunicazione.
Da più di vent’anni si occupa di grande fotografia.
Nel 2002 fonda con Giuseppe Ceroni Sudest57, centro di
eccellenza per la fotografia d’autore. È curatrice delle mostre di maggior successo di Steve McCurry ed Elliott
Erwitt, realizzate nei più importanti musei italiani ed esteri. Scrive di fotografia, ha pubblicato il volume Icons di
Steve McCurry, tradotto in cinque lingue, Icons di Elliott Erwitt, Scatti Personali dello stesso autore.
Concepisce
progetti di comunicazione, mostre e installazioni site specific per grandi aziende, lavorando con fotografi e artisti
di fama mondiale, come Steve McCurry, Elliott Erwitt, Lorenzo Vitturi, Duane Michals, James Nachtwey, Eugene
Richards, Gian Paolo Barbieri.
Cura acquisizioni di stampe fine art per collezionisti pubblici e privati.

Il Comitato Tina Modotti

Il Comitato nasce a Udine nel 1973, per iniziativa di Riccardo Toffoletti, con la mostra (e il catalogo a lei
dedicato, Tina Modotti garibaldina e artista), che comprendeva molte fotografie di Tina stampate dai negativi
originali di Vittorio Vidali. L’iniziativa fu seguita da un intenso lavoro di riscoperta e valorizzazione di Tina Modotti
durato decenni, scandito da numerose mostre, tra cui quella del 1979 (Tina Modotti fotografa e rivoluzionaria) e
quella allestita a Udine nel 2015-2016 (Tina Modotti. La nuova rosa. Arte, storia, nuova umanità, Forum, Udine
2015). Oltre ai molti allestimenti in Italia e all’estero, sono stati organizzati due convegni internazionali, nel 1993
(Tina Modotti. Una vita nella storia, Arti Grafiche Friulane, Udine 1995) e nel 2015 (Tina Modotti.
Arte e libertà fra
Europa e Americhe, Forum, Udine 2017), con la partecipazione dei maggiori studiosi di Tina Modotti.

Info utili

MUDEC – Museo delle Culture di Milano (Via Tortona, 56), tel. 02/54917 (lun-ven 10.00-17.00)
DATE 1/05 – 7/11/2021
BIGLIETTI Intero € 12 | Ridotto € 10
ORARI Lunedì 14.30 – 19.30
Martedì – domenica 10.00 – 19.30
Prenotazione obbligatoria sabato e domenica sul sito: https://ticket24ore.vivaticket.it/
La biglietteria chiude un’ora prima (ultimo ingresso)

Leggi anche….

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Tina Modotti: fotografa, attivista e attrice italiana

Assunta Adelaide Luigia Modotti Mondini, abbreviata in Tina Modotti (Udine, 1896 – Città del
Messico, 1942), fu una fotografa, attivista e attrice italiana.
È considerata una delle più grandi fotografe dell’inizio del XX secolo, nonché una figura di
grande fascino del movimento comunista e della fotografia mondiale. Le fotografie da lei
scattate in Messico, dove si trasferì, illustrano la sua militanza politica, umana e politico-sociale.
La sua creatività, espressa nei pochi anni che potrà dedicare alla fotografia, racconta
pienamente uno spirito libero e anticonformista che anima il corpo di una bellezza mozzafiato,
alla quale lei stessa assegnerà ben poca importanza.

Dal MUDEC, Museo delle Culture di Milano…

In occasione della mostra dedicata a Tina Modotti Tina Modotti. Donne, Messico e libertà vi proponiamo uno dei dieci video realizzati dal MUDEC della serie chiamata 10×10 – 10 ritratti di donne che hanno cambiato la storia della fotografia.

E a proposito della mostra…

…non può mancare il percorso politico – filosofico dell’artista…

–> Tina Modotti. Donne, Messico e libertà


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Street Photography: 3 libri che non puoi perderti se ami la fotografia

Ti è mai capitato di passeggiare per strada ed essere colpito da qualcosa o qualcuno? Un’architettura o un volto? Provare quella irresistibile tentazione di cristallizzare un’emozione per sempre? Ecco una selezione di tre libri di immagini rubate al tempo e al caso.

La Street Photography è un genere di fotografia che registra la vita quotidiana in un luogo pubblico. I fotografi di strada non hanno necessariamente in mente uno scopo sociale: preferiscono isolare e catturare momenti che altrimenti potrebbero passare inosservati. Inquadratura e tempismo sono le caratteristiche fondamentali quest’arte. Cogliere un preciso momento di vita quotidiana ricco di pathos.
Tuttavia la fotografia di strada può, con i presupposti sopra citati, facilmente entrare a far parte di altri generi come ad esempio il fotogiornalismo, la fotografia di denuncia sociale, la rappresentazione per immagini di un determinato contesto al fine di dare forza al testo che lo racconta e lo descrive.


Henri Cartier-Bresson

TITOLO:Il Secolo Moderno
EDITORE: Contrasto

24×30,5 cm
376 pagine
110 fotografie a colori e 352 fotografie in b/n

Un saggio approfondito di Peter Galassi offre una nuova interpretazione della visione panoramica della fotografia di Cartier-Bresson, dalle sue innovazioni surrealiste dei primi anni Trenta, fino alla sua carriera di fotogiornalista professionista dopo la Seconda guerra mondiale.
Un itinerario dettagliato, corredato da sbalorditive cartine degli incessanti e frenetici viaggi del fotografo, assieme a una cronologia illustrata dei suoi reportage per le riviste, rivoluzionerà lo studio e l’apprezzamento di uno dei grandi patrimoni della fotografia.



Vivian Maier

TITOLO:Vivian Maier fotografa
EDITORE: Contrasto

Autore John Maloof

25,7 x 28,cm
136 pagine
108 fotografie in b/n
Traduzione Davide Vergnano

Dopo la consacrazione del fenomeno anche in Italia, e il successo della mostra a Forma Meravigli, Contrasto pubblica Vivian Maier. Fotografa, il primo libro dedicato al lavoro della fotografa bambinaia più nota dei nostri giorni.
Oggi possiamo ammirare queste fotografie grazie al lavoro di John Maloof, che ha riportato alla luce, alcuni anni fa, la straordinaria opera della Maier.
Introdotto da un testo di Geoff Dyer, Vivian Maier. Fotografa ha avuto il merito di aver presentato per la prima volta al pubblico internazionale una raccolta di oltre cento immagini provenienti dallo sterminato archivio fotografico di questa sorprendente fotografa di strada.

–> Vivian Maier – Bio


Elliott Erwitt

TITOLO:Fotografie Ritrovate, Non Perse
EDITORE: Contrasto

FORMATO: 21,5×29 cm
CONFEZIONE: cartonato
PAGINE: 232
FOTOGRAFIE: 173

TITOLO:Fotografie Ritrovate, Non Perse

Fotografie ritrovate, non perse è una raccolta di 170 foto inedite del grande maestro Elliott Erwitt selezionate da lui in persona di recente. Immagini scattate nel corso di più di 60 anni: la prima è del 1947, l’ultima del 2010.
Nel 2018, a 90 anni appena compiuti, Elliott Erwitt decide di rimettere mano ai suoi archivi cercando immagini mai pubblicate o solo vecchie vedute dimenticate, qualcosa che meritava di essere ritrovato e non perso. Per quasi due anni Erwitt ha visionato circa 600.000 immagini scattate nel corso della sua lunga e straordinaria carriera: da quelle scattate ad appena 17 anni e sviluppate nel bagno di casa fino ai più recenti incarichi in Scozia e Cuba. Mettendo da parte gli scatti più celebri e riconoscibili, con ormai alle spalle una carriera costellata di riconoscimenti e successi, Erwitt decide di guardarsi indietro e con gli occhi di oggi scoprire in vecchie immagini significati nuovi, invisibili quando erano state originariamente scattate.


L’amministratore del sito non percepisce alcuna ricompensa per i libri consigliati in questo articolo! La selezione dei testi è frutto della ricerca svolta da parte dell’autore dell’articolo.


Link utile: Contrasto Editore


Marketing delle arti e della cultura

Marketing for art and culture

Marketing de les artes y cultura

Marketing de arte e cultura

Commercialisation des arts et de la culture

Todd Webb: le fotografie perdute dell’Africa del ’50

Ritrovate nel 2015 le fotografie di Todd Webb. Le immagini da lui scattate nel continente africano raccontano di un popolo che si libera dalle catene del colonialismo.

Betsy Evans Hunt non sa cosa aspettarsi quando, nel 2015, scende in uno scantinato di una casa in California. Il suo viaggio, a migliaia di miglia da casa sua a Portland, nel Maine, è stato programmato da diverso tempo, ma quello che sta per scoprire è più di quanto avesse mai potuto immaginare.
Ma facciamo un passo indietro: Evans Hunt incontra per la prima volta il fotografo americano Todd Webb in una galleria che gestisce alla fine degli anni ’80. Si incuriosisce e si appassiona alla storia della sua vita che l’ha portato in un lungo viaggio fatto di volti e di terre lontane.
Scopre anche che una massiccia parte dei suoi lavori sono andati persi e ritrovarli e gestire la sua proprietà intellettuale diventa per Betsy una vera e propria missione.






Nato a Detroit nel 1905, Todd Webb fu un banchiere. Almeno fino alla grande crisi economica del 1929 che lo porta ad avventurarsi a ovest alla ricerca di oro e fortuna.
Al suo ritorno in Michigan nel 1934, Webb inizia a lavorare alla Chrysler ed entra a far parte del club dei fotografi amatoriali dell’azienda, stringendo una profonda e duratura amicizia con Harry Callahan.
Ma è solo l’inizio di un grande viaggio, attraverso luoghi, persone e avventure.
Si circonda di nomi come Ansel Adams, Alfred Stieglitz e Georgia O’Keefe.






“È stato solo quando ho riportato tutto nel nostro ufficio nel Maine che abbiamo potuto iniziare a comprenderlo davvero”, ha detto cinque anni dopo. “Tra le stampe vintage, cimeli e negativi c’erano diverse buste di grandi dimensioni, ciascuna etichettata ‘Africa, 1958’.”

Per tre giorni, Evans Hunt e la sua assistente hanno scansionato i negativi trovati . Provenivano da una commissione di cinque mesi che Webb aveva portato in quelle che allora erano otto nazioni africane: oggi Ghana, Kenya, Malawi, Zambia, Zimbabwe, Somalia, Sudan, Tanzania e Togo.

Webb era stato inviato dalle Nazioni Unite per documentare l’industria, la tecnologia e la modernizzazione in un continente in transizione. Ritornò con ritratti, fiorenti centri urbani e paesaggi naturali; la feccia del colonialismo ei primi segni di indipendenza catturati con colori vivaci, mentre le catene dell’impero furono finalmente gettate via.
.

Todd Webb: fonte principale delle notizie


Sul sito dedicato all’archivio fotografico di Todd Webb sono disponibili diverse immagini e non solo quelle relative alla sua permanenza in Africa. Il catalogo è stato esposto nei maggiori musei internazionali e non si contano le pubblicazioni e le apparizioni sulle testate più autorevoli.

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Jeanne Bertrand, fotografa e scultrice






Jeanne Bertrand, fotografa e scultrice

Jeanne Bertrand, fotografa e scultrice: nasce il 26 settembre 1880 ad Agnières-en-Dévoluy e muore il 28 ottobre 1957.
E’una fotografa e scultrice francese, nota per aver vissuto con la fotografa Vivian Maier a Boston intorno al 1930.

La sua famiglia emigra a New York nel 1893 e si stabilisce a Torrington, nel Connecticut. Inizia lavorando come operaia in una fabbrica di aghi e poi presso un fotografo.

Studia scultura a New York con Cartaino di Scarrino Pietro (1885-1918) e si afferma come giovane fotografa riconosciuta nel Connecticut e negli Stati Uniti orientali fino ad apparire sulla prima pagina dell’edizione del 23 agosto 1902 del Boston Globe, il principale quotidiano di Boston. Un lungo articolo elogiativo sul suo giovane talento di fotografa, con una sua foto e due ritratti. Inizia poi la carriera di scultrice a New York, partecipa a saloni espositivi e scrive articoli sull’arte.

La morte nel 1918dello scultore Pietro Cartaino, suo maestro e amante, segna la fine della sua carriera. Purtroppo i gravi problemi di salute che presto affiorano nella sua vita non gli permetteranno di sviluppare il suo talento in seguito.






Jeanne Bertrand, fotografa e scultrice

Jeanne Bertrand , est née le 26 septembre 1880 à Agnières-en-Dévoluy et décédée le 28 octobre 1957.
Elle est photographe et Sculptrice française, connue pour avoir vécu avec le photographe Vivian Maier à Boston vers 1930.

Sa famille a émigré à New York en 1893 et ​​s’est installée à Torrington, Connecticut. Elle a commencé par travailler comme ouvrière dans une usine d’aiguilles puis pour un photographe.

Elle a étudié la sculpture à New York avec Cartaino di Scarrino Pietro (1885-1918) et s’est imposée comme une jeune photographe reconnue dans le Connecticut et l’est des États-Unis jusqu’à ce qu’elle apparaisse à la première page de l’édition du 23 août 1902 du Boston Globe, le principal journal de Boston. Un long article élogieux sur son jeune talent de photographe, avec une photo d’elle et deux portraits. Elle débute ensuite sa carrière de sculpteur à New York, participe à des salles d’exposition et écrit des articles sur l’art.

La mort du sculpteur Pietro Cartaino en 1918 marque la fin de sa carrière. Malheureusement, les graves problèmes de santé qui surgissent bientôt dans sa vie ne lui permettront pas de développer son talent plus tard.

Link ad altre fonti: www.alpes-et-midi.fr


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