Antonio Ligabue, la mostra a Conversano fino al 29 ottobre

Antonio Ligabue mostra a Conversano

Il Comune di Conversano e Arthemisia presentano la prima grande mostra di Antonio Ligabue in Puglia. Dal 25 marzo nelle sale del Castello aragonese di Conversano saranno ospitate oltre 60 opere di uno degli artisti più straordinari e commoventi del Novecento.

Le tigri, i leoni, i galli, gli autoritratti e tutto lo spettacolare mondo di Antonio Ligabue riempiranno di magia le splendide sale del Castello di Conversano, dal 25 marzo al 29 ottobre 2023, in quella che si prefigura essere una delle più belle mostre mai realizzate sull’artista.


Non si può parlare dell’arte di Ligabue senza conoscerne la vita, né si possono capire le sue opere se non si entra nel mondo di quel piccolo uomo sfortunato e folle, pieno di talento e poesia.

Nato a Zurigo nel 1889 da madre di origine bellunese e da padre ignoto, viene dato subito in adozione ad una famiglia svizzera. Già dall’adolescenza manifesta alcuni problemi psichiatrici che lo portano, nel 1913, a un primo internamento presso un collegio per ragazzi affetti da disabilità.
Nel 1917 viene ricoverato in una clinica psichiatrica, dopo un’aggressione nei confronti della madre affidataria Elise Hanselmann che, dopo varie vicissitudini, deciderà di denunciarlo ottenendo l’espulsione di Antonio dalla Svizzera il 15 maggio del 1919 e il suo invio a Gualtieri, il comune d’origine del patrigno (il marito della madre naturale, che odierà sempre).

Ligabue non parlava l’italiano, era incline alla collera e incompreso dai suoi contemporanei, veniva soprannominato “el Matt” dagli abitanti di Gualtieri che ne rifiutavano i dipinti e il valore artistico, costringendolo a prediligere la via dell’alienazione e della solitudine.
Dopo tormentati e inquieti anni di vagabondaggio in cui vive solamente dei pochi sussidi pubblici e si rifugia nell’arte per esprimere il suo disagio esistenziale, a cavallo tra il 1928 e il 1929 incontra Renato Marino Mazzacurati (importante artista della Scuola Romana) che ne comprende il talento artistico e gli insegna ad utilizzare i colori.

Con singolare slancio espressionista e con una purezza di visione tipica dello stupore di chi va scoprendo – come nell’infanzia – i segreti del mondo, Ligabue si dedica alla rappresentazione della lotta per la sopravvivenza degli animali della foresta; si autoritrae in centinaia di opere cogliendo il tormento e l’amarezza che lo hanno segnato, anche per l’ostilità e l’incomprensione che lo circondavano; solo talvolta pare trovare un po’ di serenità nella rappresentazione del lavoro nei campi e degli animali che tanto amava e sentiva fratelli.

Nel 1937 viene nuovamente ricoverato presso l’ospedale psichiatrico di San Lazzaro a Reggio Emilia per autolesionismo e per “psicosi maniaco-depressiva” nel marzo del 1940.
È il 1948 quando comincia a esporre le sue opere in piccole mostre e ottenendo, sotto la guida di Mazzacurati, qualche riconoscimento e a guadagnare i primi soldi.
Ma il successo è breve: dopo essersi permesso solo qualche lusso, nel 1962 viene sopraggiunto da una paresi e ricoverato all’ospedale di Guastalla dove continua a dipingere e dove termina la sua vita il 27 maggio del 1965.

Tra i pittori più amati del Novecento, Antonio Ligabue è considerato l’artista visionario, autodidatta e sfortunato che è riuscito a entrare nell’animo del grande pubblico.
È stato capace di parlare con immediatezza e genuinità a tutti, a chi ha gli strumenti per capirne il valore storico-artistico, così come a chi semplicemente gode della bellezza assoluta delle sue opere.

Una storia umana e artistica straordinaria e unica, che negli anni ha appassionato migliaia di persone, tanto da essere diventato addirittura protagonista di film e sceneggiati televisivi, sin dagli anni ’70.
Memorabile lo sceneggiato RAI di Salvatore Nocita del 1977 con Flavio Bucci, così come il recente film “Volevo nascondermi” del 2020 di Giorgio Diritti con la magistrale interpretazione di Elio Germano.

Tutto questo è raccontato perfettamente nella grande mostra di Conversano.
Attraverso oltre 60 opere, la mostra propone il racconto della vita e dell’opera di Ligabue, l’uomo che fece della sua arte il riscatto della sua stessa esistenza.

La mostra permette di approfondire i nuclei tematici dell’artista, pochi soggetti sempre ripetuti da cui emergono con forza la sua straordinaria sensibilità e la dolcezza della sua anima fragile. Sofferenza e talento che trovano nella creatività il mezzo per riempire il vuoto dell’abbandono e superare il disagio dell’emarginazione e della malattia mentale.

Seguendo una ripartizione cronologica, sono narrate le diverse tappe dell’opera dell’artista a partire dal primo periodo (1927-1939), quando i colori sono ancora molto tenui e diluiti, i temi sono legati alla vita agreste e le scene con animali feroci in atteggiamenti non eccessivamente aggressivi; pochissimi gli autoritratti.
Il secondo periodo (1939-1952) è segnato dalla scoperta della materia grassa e corposa e da una rifinitura analitica di tutta la rappresentazione.
Il terzo periodo (1952-1962) è la fase più prolifica in cui il segno diventa vigoroso e continuo, al punto da stagliare nettamente l’immagine rispetto al resto della scena. È densa in quest’ultimo periodo la produzione di autoritratti, diversificati a seconda degli stati d’animo.

Tra i capolavori esposti vi sono Carrozza con cavalli e paesaggio svizzero (1956-1957), Autoritratto con sciarpa rossa (1952- 1962) e Ritratto di Marino (1939- 1952), accanto a sculture in bronzo come Gufo con preda (1957-1958).
In mostra anche una sezione dedicata alla produzione grafica con disegni e incisioni quali Iena (1952-1962) e Cavallo con asino (1952-1962), e una sezione sulla sua incredibile vicenda umana.

Ad arricchire ulteriormente l’esposizione, la presenza di documenti sulla vita dell’artista, la proiezione del film documentario di Raffaele Andreassi del 1961 e diverse foto risalenti agli anni Cinquanta.


TAGS

with…LIGHT EVENTI


ALTRI ARTICOLI

Martin Parr Mostra Milano al Mudec

Martin Parr. “Short & Sweet”, la mostra al MUDEC

Martin Parr. “Short & Sweet”, la mostra al MUDEC Oltre 60 fotografie selezionate dall’autore insieme all’installazione Common Sense composta dacircaContinue Reading

I dieci libri di fotografia più famosi

I dieci libri di fotografia da non perdere La fotografia, un linguaggio universale che cattura l’anima di un momento, haContinue Reading

Berenice Abbott

Berenice Abbott

Berenice Abbott Fotografa – Springfield, 17 luglio 1898 – Monson, 9 dicembre 1991 Berenice Abbott è stata una fotografa americana di spicco, celebre per i suoiContinue Reading

renato fioravanti

RENATO FIORAVANTI, IL TEATRO DELLE MARIONETTE

RENATO FIORAVANTI, IL TEATRO DELLE MARIONETTE Renato Fioravanti è stato uno dei personaggi più influenti nella storia della fotografia italiana.Continue Reading

Sandy Skoglund

Sandy Skoglund. Mondi immaginari.

Sandy Skoglund. I mondi immaginari della fotografia. 1974 – 2023 Senigallia, la Città della Fotografia, accoglie con entusiasmo una nuovaContinue Reading

gabriele basilico

Gabriele Basilico: Le mie città

Gabriele Basilico: Le mie città | Dal 13.10.23 al 11.02.24 A dieci anni dalla scomparsa, Milano dedica a Gabriele BasilicoContinue Reading

oliviero toscani palazzo reale

Oliviero Toscani Professione fotografo

Oliviero Toscani Professione fotografo | Apre il 24 giugno 2022 a Palazzo Reale Milano, la mostra OLIVIERO TOSCANI. Professione fotografo,Continue Reading

Tina Modotti Mudec: immagine della mostra

Tina Modotti al MUDEC: Donne, Messico e Libertà

Tra le più grandi interpreti femminili dell’avanguardia artistica del secolo scorso, Tina Modotti espresse la sua idea di libertà attraversoContinue Reading

Tina Modotti fotografa attivista e attrice

Tina Modotti: fotografa, attivista e attrice italiana

Assunta Adelaide Luigia Modotti Mondini, abbreviata in Tina Modotti (Udine, 1896 – Città del Messico, 1942), fu una fotografa, attivistaContinue Reading

Elliott-Erwitt-Dogs-Yokohama

Street Photography: 3 libri che non puoi perderti se ami la fotografia

Ti è mai capitato di passeggiare per strada ed essere colpito da qualcosa o qualcuno? Un’architettura o un volto? ProvareContinue Reading

Todd Webb in Africa scatti

Todd Webb: le fotografie perdute dell’Africa del ’50

Ritrovate nel 2015 le fotografie di Todd Webb. Le immagini da lui scattate nel continente africano raccontano di un popoloContinue Reading

Jeanne Bertrand

Jeanne Bertrand, fotografa e scultrice

Jeanne Bertrand, fotografa e scultrice Jeanne Bertrand, fotografa e scultrice: nasce il 26 settembre 1880 ad Agnières-en-Dévoluy e muore ilContinue Reading


Per condividere l’articolo